Il 40% delle madri, nella maggior parte dopo aver studiato, e lavorato in condizione di precarietà per alcuni anni si trova disoccupata.

Oggi per me è una data importate. 28 luglio 2018 Manager di un’importante azienda di prodotti del benessere. 3 Anni oggi!

Che emozione venivo da un periodo così difficile che realizzarmi in questo obiettivo è stata una ventata di fiducia, di stima e di soddisfazione verso me stessa.

Nel 2014 mi avevano elegantemente stretto la mano:  “grazie Elisabetta ma il momento è difficile e dobbiamo licenziarla!”  Hai mai ricevuto questo ben servito? Come ti sei sentita/o?

Io non avevo realizzato subito quanto sarebbe stato complicato ricollocarmi nel mondo del lavoro. L’ho compreso poco più tardi. 

Dopo infinite domande inviate attraverso i siti  di agenzie interinali, dopo ore di attesa a colloqui che non li auguro nemmeno alla mia peggior nemica.

Mi ricorderò sempre un colloquio fatto in un’azienda di commercio di preziosi, dopo un’ora di attesa, finchè passa una signora gentile e mi chiede: “ma lei è ancora qui che aspetta?” Si, rispondo io remissiva perché avevo bisogno di lavorare, la sua risposta, “ora chiedo, mi sa che si sono dimenticati di lei”

In quell’azienda sono stata anche assunta, con contratto a tempo determinato ma sono stata anche liquidata perché nel frattempo ho scoperto di essere in dolce attesa, e anche se quella gravidanza non è andata a compimento sono stata lasciata a casa perché il mio profilo non era idoneo.

Quindi per me oggi è un grande giorno.

Il giorno della rivincita da tutto quel vomito che ho dovuto subire da un mondo del lavoro che mi ha fortemente amareggiata.

Oggi pero’ coincidenza assurda, ricevo tra le notifiche di facebook una notifica da elle.com (questa è una deformazione che mi è rimasta dal lavoro che mi ha licenziata nel 2014, leggere le riviste dedicate alle donne) che parla dei Neet.

Tu sai chi sono i Neet? Io ho dovuto fare una ricerca e nella definizione di google trovo questo:

Persona, soprattutto di giovane età, che non ha né cerca un impiego e non frequenta una scuola né un corso di formazione o di aggiornamento professionale.

Mi dico impossibile, poi leggo tutto l’articolo che ti riporto, anche tu dirai” ahhh ecco perché!”

Secondo i dati Eurostat in Italia una giovane donna su tre non studia né lavora e il dato aumenta con l’avanzare dell’età. Oltre alla transizione ecologica e digitale c’è un altro tipo di transizione che forse merita una maggiore attenzione, cioè quello che riguarda il passaggio tra studio e lavoro tra i 20 e i 34 anni

Di solito la maggior parte dei ragazzi inizia a lavorare solo dopo aver completato la propria formazione e raramente riesce a conciliare l’istruzione con un lavoro.

Negli ultimi anni i tempi si sono dilatati sempre di più per i giovani, che cambiano lavoro più frequentemente, richiedono più tempo per stabilizzarsi nel mercato del lavoro, spesso svolgono ancora da studenti lavori part-time o stagionali per integrare il loro reddito oppure dopo alcuni anni tornano sui banchi per migliorare le loro qualifiche (ad esempio, attraverso corsi serali o apprendimento a distanza).

university-library-girl-plated-hair-reading-royalty-free-image-1627051266-1 I nuovi dati Eurostat non confortano: in Italia più di una giovane donna su tre non studia ne' lavoraNegli ultimi anni la transizione tra formazione e lavoro si è spostata sempre più avanti – Emma Innocenti + Getty Images

Non a tutti però riesce di entrare nel mondo del lavoro e molti rinunciano anche a un titolo di studio. Tutti questi ragazzi, che non studiano e non lavorano, sono noti comunemente come Neet (acronimo per “not in employment, nor in education or training”) e in Italia costituiscono il 29,4% di giovani, contro una media europea del 17,6%.

Se il dato nazionale è decisamente da maglia nera, quello sulle giovani donne è davvero sconcertante. 

Tra loro il fenomeno è diffuso nel 35%, in pratica più di una su 1 su 3, contro il 24% degli uomini. L’esatto opposto dell’Olanda, dove non solo si registra la percentuale più bassa del Continente di Neet (8,2 per cento), ma la forbice fra uomini e donne è relativamente ridotta (7% contro il 9,5%).

woman-doing-homework-at-home-by-videoconference-royalty-free-image-1627051132 I nuovi dati Eurostat non confortano: in Italia più di una giovane donna su tre non studia ne' lavoraIn Italia una giovane donna su tre non studia e non lavora. – Francesco Carta Fotograto + Getty images

Lo svantaggio delle ragazze sui ragazzi non è un fenomeno solo italiano: in Europa più di un quinto (21,5 %) delle giovani donne (di età compresa tra i 20 e i 34 anni) sono Neet, mentre tra gli uomini le percentuali si abbassavano di 7,7 punti percentuali, attestandosi al 13,8 %.

Come mai? Le ragioni sono molte e variamente connesse a convenzioni o pressioni sociali che vogliono le donne deputate alla cura della famiglia, ma possono dipendere anche da differenti condizioni contrattuali e retributive riservate alla popolazione femminile che, a parità di mansione, in molti settori guadagna meno di quella maschile.

Accade in Bulgaria, Italia, Estonia, Polonia, Romania, Slovacchia, Ungheria, Repubblica Ceca e Turchia, dove addirittura il divario di genere è di 33,1 punti percentuali.

 
 
pregnant-woman-with-face-mask-standing-in-front-of-royalty-free-image-1627051679 I nuovi dati Eurostat non confortano: in Italia più di una giovane donna su tre non studia ne' lavora
La percentuale di Neet aumento con l’avanzare dell’età – Guido Mieth + Getty Images

Ma non è finita qui, perché secondo un’analisi per fasce d’età (tra 20 e 24 anni, tra 25 e 29 anni e tra i 30 e i 34 anni) mentre fra gli uomini il tasso di Neet tende a scendere con l’avanzare degli anni, per le donne tende ad aumentare. 

Un fenomeno che gli analisti dell’Eurostat collegano direttamente con la nascita dei figli e il desiderio di maternità, che viene sempre più spostato in avanti e che porta molte donne a rinunciare alla carriera per occuparsi della famiglia.

In Italia per esempio, dove notoriamente le madri lavoratrici sono quasi del tutto sprovviste di ammortizzatori sociali, il peggioramento è nettissimo: si passa dal 26,7% delle under 25 al 39,4% delle over 35enni.

In altri termini, il 40% delle madri, nella maggior parte dopo aver studiato e anche lavorato per lo più in condizioni di precarietà per alcuni anni, si ritrova a casa disoccupata, dietro la cura di figli e genitori anziani.”

I neet sono solo una conseguenza di un sistema che ci ha costretti a smettere di sognare, di realizzarci e di poter essere una buona mamma, una buona moglie, una brava professionista a prescindere.

Nel 2017 ho solo rivolto lo sguardo da un’altra parte perchè non potevo più permettermi, e soprattutto non volevo più permettere a nessuno quell’atteggiamento remissivo che ero costretta a tenere per un posto di lavoro.

Questo mi ha permesso di formarmi continuamente e costantemente, di lavorare da casa, di avere uno stipendio dignitoso e soprattutto di essere consapevole che io valgo molto di più di “a scusi, forse si sono dimenticati di lei”

Non permettere a nessuno di trattarti così! Prova a girare lo sguardo. Funziona!

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